Come calcola Perlegis i termini processuali?
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Scegli la macro-area, il procedimento e la parte processuale, poi indichi la data che fa decorrere il termine (di norma la notifica). Il motore applica le regole del rito, genera l’intera catena di scadenze derivate e cita per ciascuna la norma applicata. I termini a ritroso vengono contati dall’udienza; quelli in avanti dalla data di decorrenza.
Considera festivi, weekend e sospensione feriale?
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Sì. Ogni data generata viene fatta scorrere se cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, secondo la direzione del termine, e la sospensione feriale dal 1 al 31 agosto viene applicata dove il rito la prevede. Nella scheda dell’evento vedi sempre la data grezza, la data effettiva e il motivo dello spostamento.
Il calcolo automatico mi solleva dalla responsabilità professionale?
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No, e non lo pretende. Perlegis è uno strumento di supporto: le date proposte vanno verificate dal professionista, che resta l’unico responsabile del rispetto dei termini. Per questo ogni scadenza mostra la norma applicata e i passaggi del calcolo, invece di limitarsi a una data: serve a essere controllata, non creduta sulla parola.
Cosa succede quando un’udienza viene rinviata?
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Registri il rinvio con la nuova data e Perlegis ricalcola l’intera catena di termini che dipendeva da quell’udienza, comprese le memorie contate a ritroso. Le scadenze già completate restano tracciate; quelle superate vengono aggiornate. Non devi riscrivere la pratica.
Che cosa fa l’assistente, e cosa non fa?
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Gli parli in una casella, come con qualsiasi assistente: redigere un atto, inserire un’udienza, chiedere che cosa c’è in una pratica. La richiesta resta in chat, con quello che ha preparato. Può leggere il documento che alleghi, anche scansionato, ed estrarne date, parti e procedimento — o trovare la pratica se la nomini, anche senza file. Non deposita atti, non decide al posto tuo e non salva nulla in agenda finché non lo confermi: quando un dato manca si ferma e te lo chiede. La bacheca a colonne resta come vista secondaria.
Su quali fonti giuridiche lavora l’assistente?
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Sette, tutte pubbliche, tutte accese da subito e ognuna con il proprio interruttore in Preferenze. Normattiva per la legislazione nazionale consolidata: la Costituzione, i 40 codici, i 260 testi unici e le 52 leggi costituzionali li teniamo in copia, ciascuno col proprio riferimento, quindi l’assistente li cerca per concetto e legge un articolo come era a una data precisa. Le leggi regionali di Emilia-Romagna, Toscana e Calabria, in copia dalle banche dati dei tre Consigli regionali, cercabili per citazione o per concetto e leggibili articolo per articolo; le altre Regioni non ancora, perché i loro testi non hanno una licenza aperta. EUR-Lex per regolamenti e direttive dell’Unione in italiano e per le sentenze della Corte di giustizia e del Tribunale UE. La Corte costituzionale per tutte le sue pronunce dal 1956, con le massime ufficiali, in copia dai dati aperti della Corte. I dati aperti della giustizia amministrativa per estremi ed esito delle decisioni di Consiglio di Stato, TAR e CGA. Il CNEL per gli estremi dei contratti collettivi depositati — codice, parti, date — senza il testo. La Gazzetta Ufficiale per la sola segnalazione che un atto esiste da oggi. Se spegni una fonte, l’assistente smette di consultarla.
L’assistente fa ricerca di giurisprudenza? Mi dice l’orientamento della Cassazione?
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Sulla Corte costituzionale sì, per intero: ha tutte le pronunce dal 1956 con le massime ufficiali della Corte, e le cita con numero, anno e massima. Sulla giurisprudenza amministrativa arriva agli estremi e all’esito delle decisioni di Consiglio di Stato, TAR e CGA: l’esito, non le motivazioni, che quel portale non pubblica. Sulla Cassazione non arriva affatto, e non è una questione di prezzo: i termini del CED vietano il trattamento automatizzato e con sistemi di intelligenza artificiale dei suoi documenti. Una risposta sull’orientamento della Cassazione costruita senza le sue massime sembrerebbe ricerca e sarebbe invenzione. Preferiamo scriverlo qui, invece di fartelo scoprire su un fascicolo.
Ho un abbonamento a One LEGALE o DeJure: Perlegis lo usa?
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No. Perlegis non ha un abbonamento alle banche dati commerciali e non usa il tuo. La licenza di One LEGALE vieta la riproduzione dei contenuti, anche temporanea e parziale, e il sito pubblica una riserva di utilizzo leggibile dalle macchine: è un divieto che rispettiamo, non una funzione che ci manca. Le fonti che l’assistente legge sono pubbliche e citabili — la legislazione nazionale, il diritto dell’Unione, i dati aperti della giustizia amministrativa — e la tua banca dati resta dove è, nella scheda del browser accanto.
I testi normativi che mi mostra sono ufficiali?
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No, e ogni risposta lo dice. I testi vengono da Normattiva, la cui licenza richiede l’attribuzione e l’avvertenza che la versione pubblicata non ha carattere di ufficialità: in caso di discrepanza prevale il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale cartacea. Le citazioni non le compone l’assistente: l’identificativo nasce dal recupero della fonte e l’assistente può soltanto riportarlo, quindi un numero di sentenza inventato non arriva in pagina. Un fatto controllabile senza fonte — una data, un importo, un R.G., un nome — resta segnalato e la risposta non si può esportare.
Le scadenze arrivano anche sul mio calendario?
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Sì. Dalla sezione Sincronizzazione ottieni un link da iscrivere su iPhone, Mac, Google Calendar o Outlook: udienze, scadenze e promemoria compaiono lì con le notifiche native del tuo dispositivo. Il calendario che ricevi è sempre in sola lettura — si modifica solo su Perlegis — e puoi scegliere cosa esportare, comprese le voci con titolo generico per gli schermi condivisi.
Esiste l’app per iPhone e Android?
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Sì, ed è pubblicata: si scarica dall’App Store e da Google Play. Usa lo stesso account e gli stessi dati dell’app web — calendario, pratiche, clienti, assistente e archivio — con le notifiche push e la scansione dei documenti dalla fotocamera. Condivisioni, backup e abbonamento si gestiscono dall’app web. Se preferisci non installare nulla, Perlegis funziona anche dal browser del telefono.
Posso condividere il calendario con colleghi e collaboratori?
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Sì. Puoi condividere il tuo calendario in sola lettura o con accesso completo. Il permesso è verificato dove i dati sono conservati e non soltanto nella schermata: chi non ha una condivisione valida non vede il tuo calendario, e chi ha la sola lettura non può modificarlo per nessuna via. La revoca ha effetto immediato.
Dove sono conservati i dati del mio studio?
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Su server nell’Unione Europea, cifrati in transito e a riposo. I fascicoli di uno studio non sono raggiungibili da nessun altro studio né da nessun altro utente della piattaforma. I backup sono cifrati e puoi esportare i tuoi dati quando vuoi dalla sezione Backup.
Perlegis sostituisce il PCT o il gestionale dello studio?
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Il gestionale sì, il PCT no. Perlegis tiene pratiche, clienti, agenda, termini, archivio dei documenti e assistente in un posto solo — la parte del gestionale che si usa tutti i giorni — ma non deposita atti, non tiene la contabilità e non emette fatture: il PCT e il programma di fatturazione restano dove sono. Se hai già un gestionale, Perlegis ci convive: i tuoi dati si esportano quando vuoi e nessuno li trattiene.
Quanto costa Perlegis?
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Un solo piano, due modi di pagarlo: 49,99 € al mese + IVA per professionista, oppure 549,89 € all’anno + IVA — dodici mesi al prezzo di undici. Tutto incluso: motore dei termini, agenda, pratiche, clienti, assistente, archivio con 5 GB di spazio, sincronizzazione, condivisioni, backup e aggiornamenti normativi. Servisse più spazio, si aggiungono blocchi da 10 GB a 4,99 € al mese. Per uno studio con più professionisti, scrivici: si attiva su richiesta. C’è anche un piano gratuito, senza scadenza e senza carta di credito: 5 clienti, 5 pratiche aperte, 250 MB di archivio e 40 crediti al mese.
L’assistente è compreso? Fino a quanto?
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L’assistente è compreso in tutti e due i piani e si misura a crediti: un credito è un centesimo di euro di elaborazione, quindi una richiesta, la lettura di una scansione o la stesura di un atto consumano in proporzione al lavoro. Premium comprende 4.500 crediti al mese — uguali sul mensile e sull’annuale — e si ricaricano quando servono, da 9,99 € per 500 crediti; il piano gratuito ne comprende 40 al mese. Quelli del mese si rinnovano il primo; quelli acquistati non scadono. Se i crediti non bastano per una richiesta, Perlegis lo dice prima di iniziarla: non consegna mai un lavoro fatto a metà per stare dentro un budget.
Quanto spazio ho per i documenti, e se finisce?
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L’abbonamento include 5 GB di archivio: per l’agenda e i documenti di uno studio che comincia bastano, perché l’archivio conserva il testo estratto e non ha bisogno di tenere ogni scansione in alta risoluzione. Quando servono, aggiungi blocchi da 10 GB a 4,99 € al mese (54,89 € l’anno), che puoi disattivare quando vuoi. Lo spazio occupato è sempre visibile nell’archivio.
Cosa posso fare con il piano gratuito?
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Il motore dei termini per intero, su tutte le macro-aree, con i rinvii e il ricalcolo della catena: quello non è limitato. I limiti sono sul resto — 5 clienti in anagrafica, 5 pratiche aperte alla volta, 250 MB di archivio con file fino a 25 MB, e 40 crediti al mese per l’assistente. Archiviare un documento consuma quei crediti, perché una scansione va letta da un modello e ogni documento che entra viene classificato: finiti i crediti il documento si archivia e resta ricercabile lo stesso, senza le etichette automatiche. Il piano non scade e non chiede la carta di credito; se disdici Premium l’account ci torna, i dati restano accessibili e i limiti valgono solo per i nuovi inserimenti.
Posso importare le scadenze che ho già?
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Sì, dalla sezione Backup: puoi caricare un archivio esportato in precedenza. Per gli eventi nuovi il percorso più rapido resta l’estrazione assistita, che legge l’atto e propone date e procedimento, lasciando a te la conferma.